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Storia

Quadri, fra tutti i paesi della media valle del Sangro è certamente il più giovane. Nato, molto probabilmente tra il X e XI secolo da monaci benedettini dipendenti da Montecassino.

Dal Chronicon Vulturnense si apprende che a causa delle nefande scorrerie dei Saraceni, in quel periodo numerosi erano i castelli, intesi come luoghi murati, eretti in posti possibilmente molto erti, muniti di torri e difese. Si abbandonarono perciò le abitazioni e le ville ( casali e villae) esposte e solinghe, di conseguenza, come ci dice il monaco Giovanni in questo periodo si verifica una vera rivoluzione dal punto di vista urbanistico in quanto nella nostra Regione sino a quel periodo, i castelli erano molto rari.

………….. Ne edificarono specialmente i monaci per difendere il Monistero e le famiglie che vi si aggruppavano. Così vennero sorgendo tra noi i Castelli di Villetta in S. Angelo di Carreggio; di Capestrano nella valle Tritona. E continuarono a rizzarsene accanto a nuovi Monisteri. Villalago presso il Monistero di S. Pietro in lago; il Castello dei Quatri nella Badia di S.M. a dei Quatri; quel di Letto Palena, dai monaci di S.M. a de Letto; di Bominaco, dai monaci di S.M. a e S. Pellegrino; quello di S. Benedetto in Perillis, dai monaci di S. Benedetto in Colle Rotondo.

I monaci benedettini della Badia di Santa Maria dei Quatri, o de Quatris, che già da parecchi decenni vivevano nel convento medesimo costruito sui resti di un tempio sannita sito nell'antica “Trebula” , per difendere la popolazione locale, eressero un castello (mura) intorno alla “villa baronale” (l'attuale palazzo) che in pratica rappresenta l'attuale centro storico, e tali mura partivano da via di Mezzo (Vico di Mezzo) arrivavano al Codacchio per poi girare verso “Le Coste” sino a ricongiungersi a via di Mezzo passando per Via Colle (Strada Colle) .

Il “ castello dei Quatri ” aveva una porta principale di accesso che era posizionata all'inizio di Via di Mezzo, una porta laterale posizionata in Via Colle tra la casa di “ Ginetto e Bastiane Savojene” ed infine anche una porta segreta posta nella zona sud-est del paese.

Siamo all'incirca alla fine del X° secolo e sempre dal Chronicon Vulturnense si apprende che nel 1112 il papa Pasquale II emanava una Bolla indirizzata al Vescovo di Valva Gualtiero, in cui descriveva la Diocesi Valvense, e parlando dei suoi confini dalla parte della contea teatina, diceva che arrivava al fiume Sangro ed al fosso Luparello “Qui uidelicet termini a parte Teatini comitatus a beo loco quo Ranger fluius accipit decunterrem in se riuum fossatus Luparelli dicitur…….et in Carritam et in Columpnellam de Campo Mezzo ubi eritur Ranger fluuius, et sic redeunt in predictum Fossatum Luparelli…..”, mentre nella Bolla Corografica emanata nel 1138 da papa Innocenzo II e contenente la descrizione delle chiese, confini e tenimenti della Diocesi di Valva, non figura Santa Maria de Quatris anche se i possedimenti di San Vincenzo al Volturno si spingessero lungo il fiume Sangro “Sanger fluvius” sino al “fossatum Luparelli” torrente Parello.

Per quanto sopra si deve dedurre che in quel periodo i territori della Badia di Santa Maria dello Spineto, rappresentavano una grancia, cioè un feudo nullius dioecesis , retto cioè da un abate che ne rispondeva direttamente davanti alle autorità di Montecassino.

Il toponimo Quadri, secondo la tradizione popolare, deriva dal fatto che il territorio comunale è di forma quadrangolare, delimitato a Nord-Ovest dalla strada comunale Colle Buono e dal fosso Colle Buono, a Nord-est dal Torrente Parello “Luparelli o Ruparelli” , a Sud-Est dal fiume Sangro e a Sud-Ovest dal torrente Crognaleto. Molto probabilmente invece lo stesso toponimo deriva da quanto scritto nei documenti tramandatici dagli storici, de Quatri, de Quatris, de Quadris o in Quadris, cioè che il territorio della Badia fu suddiviso e dato in colonia ai contadini sotto forma di appezzamenti di terreno detti quadre , cioè pezzi di forma quadrangolare.

Dai documenti sinora ritrovati e giacenti presso l'archivio di Stato di Chieti e risalenti agli inizi del XIX secolo, si è potuto accertare che Quadri assume definitivamente la denominazione attuale con la caduta del Feudalesimo (1804) e con la conseguente nascita del moderno Comune , infatti nei documenti consultati che vanno dal 1804 in poi, Quadri viene sempre citato col nome attuale anche se sui sigilli comunali, affissi nei documenti fino al 1820, vi è impresso il nome di Quatri . L'ipotesi più ragionevole potrebbe essere che per questi 16 anni sia stato utilizzato il vecchio sigillo in mancanza di uno nuovo

Testo tratto dall'opera "Quadri: un paese del Medio Sangro"


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